martedì 25 novembre 2025

Consigli librari - Casa editrice Erickson (Italia) - Book Recommendations — Publishing House Erickson (Italy)

Come operare nel concreto per includere le persone con disabilità nelle attività quotidiane ed essere per loro dei modelli positivi laddove attuino comportamenti disfunzionali? 

Sicuramente la formazione con persone più esperte e l'esperienza personale quotidiana danno ottimi spunti di riflessione, ma è anche importante avere dei riferimenti teorici rispetto al cosa fare e non per poterli poi applicare nei casi concreti. 

Per questo motivo inserisco in questo spazio alcuni consigli su libri e corsi (per ora in italiano) che possono essere utili per gli operatori che lavorano con le persone con disabilità e i ricercatori.

La prima collana di libri di cui voglio parlare è quella che si chiama proprio "Cosa fare (e non)" della casa editrice Erickson. Questa casa editrice si occupa del tema dal 1984 e propone materiali dal taglio pratico e operativo. Ultimamente ha dedicato a ogni disturbo del neurosviluppo (e non solo) un volume con delle strategie da utilizzare per favorire l'inclusione scolastica. 

Il link per vedere tutti i libri è qui: Cosa fare (e non) - Erickson

Alcuni esempi di libri pubblicati in questa collana sono:



1) ADHD - Cosa fare (e non) - Scuola Secondaria di Primo Grado - in Italia è l'ordine scolastico dai 14 ai 18 anni;



2) Autismo - Cosa fare (e non) - Scuola Primaria - in Italia dai 6 ai 10 anni;

Altri libri, più completi e meno sintetici, che possono essere utili sono presenti nella collana Grandi Guide/Educazione, alcuni esempi:



1) Dislessia e altri DSA a scuola - Strategie efficaci per gli insegnanti;



2) ADHD a scuola - Strategie efficaci per gli insegnanti.

Questa casa editrice offre anche utili corsi di formazione (sia in presenza che online) e master, il cui catalogo è visionabile qui. I corsi sono pensati sia per insegnanti che per professionisti sanitari (es. psicologi) ma possono essere utili a tutti.

Alcuni esempi:

1) Cosa fare e non alla scuola primaria - Corso essenziale per gli insegnanti della scuola primaria;

2) Autismo - strutturare un intervento efficace a scuola - corso introduttivo;

3) Affettività e sessualità nella disabilità intellettiva - Dalla costruzione di abilità alla gestione dei comportamenti problematici;

4) Storie sociali per l'autonomia - Uno strumento per apprendere abilità cognitivo-emotive e sociali.

Naturalmente questi sono solo alcuni esempi dell'enorme offerta disponibile e sicuramente ci sono anche altre case editrici ed enti di formazione che propongono altro materiale che, se interessa, sono disposta a condividere. Io ho avuto la possibilità di accedere sia ad alcuni di questi libri che ai loro test psicologici che ad altri libri che uso quotidianamente nella mia pratica clinica e che sono ben felice di condividere se possono essere d'aiuto. 

—  Laura Zaccaro

ENG

Book Recommendations — Publishing House Erickson (Italy)

How can one act concretely to include people with disabilities in everyday activities, and be for them positive role models when they engage in dysfunctional behaviors?
Certainly, training with more experienced people and personal everyday experience provide excellent food for thought; but it is also important to have theoretical reference points about what to do and what not to do — in order to be able to apply them later in concrete cases. For this reason, I include in this space some recommendations of books and courses (for now in Italian) that may be useful for professionals working with people with disabilities and researchers.

The first book series I want to discuss is precisely the one called “Cosa fare (e non)” (“What to Do (and Not)”) from Erickson. This publishing house has dealt with the topic since 1984 and offers materials with a practical and operational orientation. Recently, it has dedicated — for each neurodevelopmental disorder (and not only) — a volume with strategies to promote school inclusion.

Some examples of books published in this series are:

  1. ADHD – Cosa fare (e non) – Lower Secondary School (in Italy, the school order for ages 14–18).

  2. Autism – Cosa fare (e non) – Primary School (in Italy, ages roughly 6–10).

Other, more comprehensive and less synthetic books that may be useful are available in the series “Grandi Guide / Educazione”. Some examples include:

  • Dyslexia and other SLDs at School – Effective Strategies for Teachers

  • ADHD at School – Effective Strategies for Teachers

This publishing house also offers useful training courses (both in presence and online) and master’s programs, whose catalogue can be consulted on its website. The courses are designed both for teachers and for healthcare professionals (e.g. psychologists), but they can be useful for anyone. Some examples:

  • What to Do (and Not) in Primary School – Essential Course for Primary School Teachers

  • Autism – Structuring an Effective Intervention at School – Introductory Course

  • Affection and Sexuality in Intellectual Disability – From Building Skills to Managing Problematic Behaviors

  • Social Stories for Autonomy – A Tool to Learn Cognitive-Emotional and Social Skills

Of course, these are only some examples of the vast offer available — and certainly there are other publishing houses and training institutions that propose further material; if you are interested, I am willing to share more. I have had the opportunity to access some of these books, their psychological tests, and other books that I use daily in my clinical practice — and I am happy to share them if they can be helpful.

— Laura Zaccaro

domenica 9 novembre 2025

Disabilità e teologia. Cambiamenti di paradigma sulle persone con disabilità. Conferenza Università Cattolica Pázmány Péter di Budapest.



Il 5 novembre, nell'aula magna della Facoltà di Teologia dell'Università Cattolica Pázmány Péter (PPKE HTK), il Circolo della Speranza (Reménykör) e la stessa PPKE HTK hanno organizzato congiuntamente la conferenza intitolata “Cambiamenti di paradigma nell'insegnamento cattolico sulle persone con disabilità”.

L'obiettivo della conferenza, durata l'intera giornata, è stato quello di esaminare da una prospettiva comparata di scienze religiose, biblica, psicologica, morale e pastorale il  posto delle persone con disabilità nella Chiesa, e di presentare quel cambiamento di mentalità che oggi permea sempre più il pensiero cattolico: la disabilità non è una mancanza, ma un luogo di relazione e di rivelazione.


La giornata è stata aperta dai saluti di Krisztián Vincze, vice-rettore della PPKE, il quale, attraverso la sua esperienza personale, ha parlato di come negli anni da studente abbia imparato che le persone con disabilità appartengono integralmente alla  pienezza del mondo umano. “Il nostro mondo umano è strutturato in modo da  includere anche coloro che vivono con disabilità – siamo tutti responsabili per il loro sviluppo”, ha affermato. Secondo la sua esperienza, queste persone ci insegnano in  modo speciale l'accettazione e la forza della comunità: “Quando ho visto per la prima  volta qualcuno pregare non con le parole, ma con i segni, ho capito che esistono molte strade che conducono a Dio”.



Emese Berzsenyi, docente associata (Università di Tecnologia e di Economia di Budapest, Facoltà di Scienze Economiche e Sociali), nella sua presentazione intitolata 

“Né lui ha peccato né i suoi genitori”, ha esaminato la comparsa della disabilità nei testi sacri delle religioni abramitiche. Ha evidenziato che nel mondo della Bibbia e del Corano, la disabilità non era solo una questione medica o morale, ma uno specchio del rapporto dell'uomo con Dio. La chiave della visione cristiana è che la disabilità non è mai una punizione, ma una forma dell'esistenza umana in cui si manifesta ugualmente l'amore divino. Come ha detto, “la compassione diventa valore là dove spinge all'azione immediata” – ovvero, la compassione è autentica solo se si traduce in atti concreti.



I cambiamenti storici nell'insegnamento morale sulla disabilità sono stati analizzati da Mihály Laurinyecz, capo del dipartimento di teologia morale della PPKE HTK, il quale, confrontando diverse opere di teologia morale, ha mostrato come si è evoluta la formazione teologico-morale in Ungheria riguardo alla disabilità intellettiva e fisica. Ha attirato l'attenzione sul fatto che la questione della decisione, della coscienza e della fede non è legata solo all'intelletto, ma anche al cuore. Ha indicato che il fondamento della responsabilità morale è la dignità della persona, non la sua capacità intellettuale.




Nel corso della mattinata si è collegato online alla conferenza il gesuita australiano Justin Glyn SJ, che ha condiviso la sua esperienza di persona con disabilità visiva. Ha raccontato che in passato le persone con disabilità nella Chiesa erano spesso trattate 

come oggetti di attività caritativa, ma oggi l'obiettivo è che diventino membri a pieno titolo della Chiesa. “Come Chiesa, dobbiamo vederci come un'unità: non c'è un 'noi' e un 'loro', c'è solo una comunità in Cristo”, ha sottolineato. Ha aggiunto: “Conferenze come questa mostrano come possiamo plasmare il futuro insieme, nell'incontro tra esperienza e fede”.



La psicologa italiana Laura Zaccaro (Università La Sapienza, Roma) ha parlato del cambiamento di mentalità che porta “dal modello della mancanza al paradigma relazionale”. Ha evidenziato che per molto tempo la disabilità è apparsa come una mancanza, una debolezza, ma il pensiero cristiano moderno la reinterpreta dal punto di vista della relazione, della comunità e della reciprocità. “La disabilità non è una barriera da superare, ma il luogo della rivelazione” – ha affermato. Ha posto al centro la teologia dell'amicizia, ricordando che Dio chiama le persone come amici, e in questa reciprocità ogni essere umano, nonostante le proprie fragilità, è capace di vivere le sue relazioni ed esprimere la sua fede.



L'approccio biblico è stato presentato da Anikó Schnider, che ha esaminato i testi dell'Antico Testamento relativi alla disabilità alla luce del Targum Neofiti 1. Nella sua presentazione, ha interpretato i concetti di “disabilità rituale” e “disabilità narrativa”, sottolineando che i testi della Torah pongono una protezione etica davanti all'essere umano. Il Signore mostra spesso la sua potenza proprio attraverso le debolezze: nella storia della salvezza, le mancanze umane diventano strumenti della forza di Dio.



Il pensiero di San Tommaso d'Aquino è stato rievocato da Gabriele Scardocci OP, che ha parlato dell'interpretazione tomista della disabilità intellettiva. Secondo il teologo medievale, l'accoglienza della fede non dipende dalla grandezza dell'intelletto, ma 

dall'apertura alla grazia divina. “Dio chiama Mosè con la sua balbuzie – ha ricordato  fr Scardocci – e così chiama ognuno di noi con le nostre debolezze”. Il relatore domenicano, basandosi su San Tommaso, ha sottolineato che l'incontro con Dio, nel caso delle persone con gravi disabilità, avviene a livello di connaturalitas, di identità di natura.



In chiusura della giornata, Stefano Biancotto SdC [Servi della Carità] ha parlato  dell'accompagnamento pastorale delle persone con disabilità. Secondo la sua 

esperienza, la catechesi diventa fruttuosa quando si basa su una relazione personale e non è solo insegnamento, ma accompagnamento.

“Le persone con disabilità non sono presenti ai margini della comunità, ma nel suo cuore: attraverso di loro riconosciamo che la fede è sempre un'esperienza comunitaria” – ha detto. Ha dedicato particolare attenzione a come adattare la liturgia, gli incontri comunitari e l'accesso ai sacramenti alle esigenze delle persone con disabilità, senza separarli. “Non creiamo per loro un posto isolato, ma diamo loro spazio nella chiesa, là dove tutti gli altri sono presenti”, ha affermato.




Il messaggio della conferenza è stato chiaro: la disabilità non è una mancanza dell'esistenza umana, ma una via peculiare della rivelazione di Dio, che costruisce ponti – ha formulato nel suo discorso di chiusura Sándor Nagy, responsabile del Circolo della Speranza (Reménykör) e referente per la pastorale degli audiolesidell'Arcidiocesi di Esztergom-Budapest. La comunità cristiana compie la sua missione quando accoglie ogni suo membro – indipendentemente dalle sue capacità o limitazioni – come fratello. Come ha detto uno dei relatori: “Cristo non si avvicina ai vincitori, ma a coloro che condividono con lui la fragilità umana”. La conferenza tenutasi alla PPKE HTK ha testimoniato questa consapevolezza: Dio chiama ogni persona, e la disabilità non è un limite, ma un'opportunità per scoprire nuove forme di amore gli uni negli altri.


La conferenza si è conclusa con una Santa Messa comunitaria nella chiesa dell'università, dove Sándor Nagy, nella sua omelia, ha mostrato l'esperienza della grazia divina che trasforma in valore la disabilità e le difficoltà della vita, attraverso l'esempio di Sant'Emerico.







Fonte e foto: Università Cattolica Pázmány Péter; Magyar Kurír, Facebook

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